SPECIALE DEL CORRIERE DEL TICINO (parte II) – Il presidente Iohannis: da noi il Dipartimento della diaspora – Il premier Ciolos: valore di miliardi

A ventisei anni dalla caduta del regime comunista più sanguinario d’Europa, la Romania oggi è a tutti gli effetti un Paese dell’UE che sta mettendo in atto profonde riforme per ammodernarsi e rilanciare il proprio ruolo. L’inviato del Corriere del Ticino si è recato a Bucarest per tastare il polso dei profondi cambiamenti in atto. In una serie di cinque puntate (quest’oggi pubblichiamo la seconda), presenteremo alcuni temi di stretta attualità, senza escludere gli addentellati con la Svizzera.

BUCAREST – Nello splendido Palazzo Cotroceni di Bucarest, che è quello della Presidenza della Repubblica, il pubblico è quello delle grandi occasioni. Il tema all’ordine del giorno potrebbe apparire un tantino pretestuoso a chi non conosce le dinamiche di sviluppo economico di questa nazione. Ma dalle nude cifre si intuisce presto che qui il marketing politico inteso come contenitore bene imballato, ma dalle sembianze di un vuoto a perdere, non è semplicemente di casa: «Diaspora romaneasca, vector de dezvoltare», che tradotto significa «La diaspora rumena, vettore di sviluppo». E in effetti, l’appuntamento è stato organizzato scrupolosamente dalla consigliera alla presidenza Sandra Pralong, a dimostrazione che la diaspora, da queste parti, è ormai diventato un affare di Stato. (Per leggere l’entero articolo, clica qui)

fonte CDT