SPECIALE DEL CORRIERE DEL TICINO (parte III) – Sandra Pralong è nello staff dell’Amministrazione presidenziale, alla guida del Dipartimento dei rumeni all’estero

A ventisei anni dalla caduta del regime comunista più sanguinario d’Europa, la Romania oggi è a tutti gli effetti un Paese dell’UE che sta mettendo in atto profonde riforme per ammodernarsi e rilanciare il proprio ruolo. L’inviato del Corriere del Ticino si è recato a Bucarest per tastare il polso dei profondi cambiamenti in atto. In una serie di cinque puntate (quest’oggi pubblichiamo la terza), presenteremo alcuni temi di stretta attualità, senza escludere gli addentellati con la Svizzera.

BUCAREST – La Romania è una nazione che non smette mai di stupire, e questo, da più punti di vista. Al suo timone, dal dicembre 2014, c’è un presidente di origine tedesca, Klaus Iohannis, che fedele fino in fondo alla sua provenienza (minoritaria nel Paese), affronta la riforma dello Stato con un approccio molto pragmatico, basato più sui fatti che sulle parole. Basti pensare alla sua linea intransigente nella lotta alla corruzione. Di recente, Iohannis è nuovamente sceso in campo avvalendosi di Facebook, per difendere la legalità (sfidando l’impopolarità, dopo che tutti i partiti lo avevano attaccato per alcune dichiarazioni iniziali di segno opposto) in relazione allo sfratto della popolarissima Antena 3 TV dai suoi stabili storici, che sono di proprietà dell’Amministrazione pubblica, dichiaratasi non più disposta a rinunciarvi dopo anni di oblio.

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 fonte: CDT